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Il fantasma di Frankenstein (1942, aka Il terrore di Frankenstein)

Posted: January 7th, 2012 | Author: | Filed under: b-movies, sci-fi | 1 Comment »

Film del 1942, diretto da Erle Kenton, forse uno degli ultimi di una produzione che va dalla metà degli anni ’10 fino agli inizi degli anni ’50, con un grandissimo Bela Lugosi, che si ritrova ancora una volta nel ruolo di Igor (in precedenza in “The son of Frankenstein”).

In un villaggio in qualche parte del mondo gli abitanti sono esasperati: la fame, la povertà e altri mali vengono attribuiti ad una non ben chiara maledizione di Frankenstein. La scena iniziale si apre con la popolazione che si rivolge al sindaco, esprimendogli la volontà di andare al castello di Frankenstein e di farlo piezzo piezzo.

I meravigliosi titoli di testa

E’ da questo evento che il film prende le mossa: durante l’assalto al castello a colpi di spranghe e dinamite, Igor (Bela Lugosi), che effettivamente è vivo come dicono i popolani, abbìa a tirare pietre a uso di zingaro da sopra al castello. L’assalto riesce, ma Igor si salva e la sfravecatura creata dalle esplosioni di dinamite fanno affiorare il corpo del mostro di Frankenstein da dentro un muro. Probabilmente era stato quagliato dentro una parete di zolfo dai casalesi, altrimenti non si spiega questa cosa. Igor è contento di aver ritrovato il suo amichetto, lo trova in forma: “Lo zolfo ti ha fatto bene, vero?”

Il mostro di Frankenstein affiora dalla sfravecatura

Igor porta via il ritrovato mostro dal castello attraverso gli immancabili tunnel sotterranei. Da lontano osservano il castello che ormai è solo una montagna di pietre scassate. “Vieni, andremo in un altro paese, un paese migliore”. In questa affermazione è quasi evidente che si trovano in Italia, dunque.

Attraversano foreste mentre una tempesta imperversa. Il mostro abbìa a fuire e Igor a malapena ce la fa a reggere il suo passo. Cadono fulmini a schiovere dal cielo e il mostro non se ne vuole perdere neanche uno: come la gente che si va a fare i fanghi per tonificarsi, lui invece si fa i fulmini.

Il mostro si fa i fulmini a schiovere

Il fine di Igor, che sta tutto sconclusionato nel cervello, è di portare il mostro a casa del figlio di Frankenstein, l’unico che conosce tutti i segreti della creazione del mostro, e riportare il mostro a nuova vita, donandogli il proprio cervello.

Il figlio di Frankenstein, Ludwig, si diletta con una cricca di gente a togliere il cervello dalla capa della gente, operarlo e ricollocarlo. Insomma, so sciem’ ‘e famiglia, non ci sta niente da fare. E come da tradizione di famiglia vive in un castello. Tuttavia Ludwig, si è rifatto una vita e campa decentemente in questo piccolo villaggio e, sia il mostro, sia le pazzarie del padre, non se le fa passare manco per la capa.

Igor e il mostro appena arrivati al villaggio, ovviamente, combinano un cazzo di bordello: il mostro uccide due cristiani mentre recupera il pallone di una bambina dal tetto di una casa. Il dottor Frankenstein, che subito capisce che cosa sta accadendo in paese, non li va proprio trovando in giro e non vuole che la figlia scopra del suo passato, del nonno e delle schifezze che andava facendo. Manco a dirlo, però, la figlia scopre tutto e, sorprendentemente, il mostro arriva a casa loro dopo essersi liberato dalle catene di un falso processo per omicidio e gli mette sott’n’copp’ tutta la casa e visto che si trova ammazza pure l’unico collega normale del dottore, tale Kettering, un bravo ragazzo probabilmente neo-laureato e con una borsa di studio.

Il mostro, con poca educazione, sconcica la casa di Frnkenstein figlio.

Ludwig arriva ad una conclusione: l’unica maniera per chiudere allegramente questa tarantella è cambiare il cervello al mostro, sostituendolo con quello di Kettering. Si lancia ad organizzare questa operazione insieme ad un altro collega, tale Bohmer. Costui però è un essere un po’ viscido e rancoroso (che a tratti ricorda qualche direttore di un quotidiano italiano) perché in passato è stato maltrattato dal dottor Frankenstein e ha strane manie di grandezza, al punto che si appatta con Bela Lugosi per fare questo scherzo un po’ volgare al dottore: Bohmer fornirà il cervello di Igor e non quello di Kettering per l’operazione.

Con queste premesse il finale non può essere che una cosa dove tutti vogliono scamazzare a tutti, un po’ come succede nel wrestling quando fanno la royal rumble, ma a voi l’onore di vedervi il film e apprezzarne il finale.

Curiosità e pensieri:

  • mi sembra che la scoliosi di Igor sia nettamente migliorata. In compenso zoppica sempre di più ed è umanamente una chiavica.
  • quando Igor e il mostro arrivano al paesino di Visaria, ci sono dei birbantelli che vottano un pallone di una bimba sopra un tetto. L’effetto speciale con il quale il pallone si incatasta sul tetto è davvero da far luccicare gli occhi per la gioia. Tutta la sequenza penso che rappresenti il momento più alto del film.
  • il mostro indossa tipo le Hogan. Questo spiega tanto del suo stare male col cervello.
  • ancora nessuno, neanche in questo ennesimo episodio della saga, sa dare una risposta al dubbio insinuato da Mel Brooks: si pronuncia “Igor” o “Aigor”?

One Comment on “Il fantasma di Frankenstein (1942, aka Il terrore di Frankenstein)”

  1. 1 caccapipì said at 17:44 on January 16th, 2013:

    forte sto blog, perchè non ci scrivi più? daje tutta regà
    : *******