dalla A alla Z perché proprio la B?

la legge della camorra

Posted: May 18th, 2011 | Author: | Filed under: b-movies, gangsta yo | Comments Off on la legge della camorra

Devo dire che “la legge della camorra”, di nedo de fida, è forse stato uno dei primi film che ho visto quando cercavo un approccio al mondo del poliziottesco. Film trovato per caso, scelto tra tanti per il nome. E infatti, manco a dirlo, non è del genere poliziottesco, quanto più nel filone gangstarismo/malavitosità, se così si può dire.


Il titolo lascia presagire una storia di camorra, sembrerebbe quasi ovvio e scontato. Nei titoli iniziali però si vedono immagini di una cartina geografica della sicilia inframezzate da viste di new york (fate caso a queste viste, probabilmente ottenute zoomando su un qualche poster di qualche agenzia turistica). Poi però il film comincia con gente che parla con cadenza approssimativamente napoletana. Sicilia, campania, new york: “‘ndo cazzo stamo?”, verrebbe da chiedersi. New York, si comincia da new york, ecco svelato il mistero.

Nei primi 5 minuti di film un vecchio con l’aria beota viene sparato e ad un altro tipo gli vengono tagliate le orecchie. Come inizio, devo dire, non c’è male, ma non è promettente. Voglio dire, non c’è l’atmosfera tipica del poliziottesco, sembra più un tentativo di gangsta film. Yo. Dopo 6 minuti netti si capisce che non è poliziottesco manco per il cazzo, quindi alla curiosità si sostituisce la rassegnazione.
Poi la scena si sposta in un salotto buono, dove si parla di facezie e poi ancora un tipo che entra a comprare dei fiori in un negozio (la cui insegna è in inglese e in ebraico, fateci caso. Che ci sia lo zampino di una lobby ebraica?).

Nel salotto delle facezie di cui prima l’accento diventa velatamente siciliano. A questo punto del film penso si possa affermare o che non ci si capisca più nulla o che si tratti di un fottuto intrigo internazionale. Sicuramente trattasi di intrigo internazionale.
Dopo altri pochi minuti viene da pensare che il film si chiamasse originariamente “vita di lucky de simone”, personaggio che, per motivi non chiari inizialmente, prende il sopravvento su tutti. Perchè mai, viene da chiedersi? Le scene più degne di nota sono quelle in cui si ripercorre la vita di costui (in particolare la scena dell’omicidio dei genitori che propone riprese la cui maestria sarà sicuramente apprezzata da chi avrà il coraggio di vedere il film). Ad un certo punto lucky de simone va presentandosi presso un collegio di suore dove alberga la figlia e si presenta come Mr. Smith, ma senza alcun motivo eh.
Perplessitudine, davvero. Lucky de simone parla in siciliano, dimenticavo. L’incontro con la figlia al collegio è pregno di emozioni vibranti: la figlia piange, lui vede che ha una sbucciatura al ginocchio, poi paga la retta del collegio e se ne va. E non la vedeva da mesi e mesi. Complimenti lucky de simone, sei l’affetto in persona.

Insomma, si racconta una guerra tra famiglie mafiose e camorristiche, si mostrano riunioni di padrini moderate da Santi Licheri e tra una scena di beguine e una mezza scena erotica immancabile si arriva alla fine del film.
Sinossi a parte, il film ci pone davanti a tante domande:
il regista ha idea di cosa sia la camorra e di dove sia questa organizzazione geograficamente localizzata?
la sceneggiatura è improvvisata o quanti sceneggiatori sono stati maltrattati per questo film?
ci deve per forza essere un don calogero in ogni film di mafiosi? (ma poi questo non si chiamava la legge della camorra?)
Da standing ovation la scena in cui una vedova di presunto mafioso ricorda di quando era fricchettona e giocava con il suddetto lucky de simone.


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